Una vera poesia, una dichiarazione d’amore verso un leggendario pilota e tutti quei pionieri delle corse automobilistiche, quelli che, come i cavalieri medievali, partivano per imprese epiche senza nessuna certezza di tornare a casa sani e salvi.
Era il 1976 e la RCA pubblicava l’ultimo album di Lucio Dalla, “Automobili”, anche questo scritto in coppia col poeta e paroliere Roberto Roversi.
Come preannunciava il titolo, il tema di tutto l’album era il mondo delle automobili letto da varie angolazioni. Quella che ebbe maggior successo fu proprio la canzone dedicata al “mantovano volante”.
Le corse automobilistiche prima dell’ultima guerra mondiale erano dure. Al confronto, le corse di oggi sono giri sulle giostre della fiera. Gli incidenti mortali erano una consuetudine, le auto sfrecciavano su strade sterrate sfiorando case e alberi senza la benché minima protezione. Quei piloti oggi non li avremmo definiti “persone normali”: erano un misto di estremo coraggio ed estrema incoscienza, privi di quell’istinto di conservazione che farebbe desistere chiunque abbia cara la pelle dal sedersi su una specie di carrozza di legno e metallo per lanciarsi a velocità che sarebbero folli anche con auto moderne, in gare che farebbero apparire sicura anche una missione nello spazio. Ma in fondo erano terribilmente romantici e questo faceva sognare gli spettatori, erano eroi senza paura che sfidavano la morte domando diaboliche macchine rombanti.
Un ritmo sincopato di batteria e pianoforte introduce il brano accompagnato da cori che ci portano indietro nel tempo fino agli anni trenta. La canzone inizia descrivendo la fisicità del pilota, basso, magro, un fascio di nervi pronti a scattare. Il testo ci porta direttamente sui bordi di una di quelle polverose strade sterrate. Roversi descrive le emozioni del pubblico al passaggio dell’Alfa rossa di Nuvolari, la stessa forte sensazione di paura che eccita i bambini sulla giostra, terrore misto a gioia che toglie il fiato, il rombo assordante del motore seguito da un’enorme nuvola di polvere e la felicità di vedere all’opera, anche se per pochi istanti, il pilota più famoso del momento, un vero eroe nazionale.
Nella parte finale la musica si calma, l’arpeggio di una chitarra accompagna poche note del pianoforte mentre Dalla ci racconta del grave incidente del 1934 dove “Nivola” rischia seriamente la vita. Non è mai stato così vicino alla morte, ma in meno di un mese Nuvolari torna alle corse e ricomincia a dare spettacolo con il suo inconfondibile stile di guida misurandosi e vincendo contro i rivali di sempre: Varzi, Campari, Borzacchini, Fagioli, Brilli Peri e Ascari.

Nuvolari

Nuvolari è basso di statura
Nuvolari è al di sotto del normale
Nuvolari ha cinquanta chili d’ossa
Nuvolari ha un corpo eccezionale
Nuvolari ha le mani come artigli
Nuvolari ha un talismano contro I maliIl suo sguardo è di un falco per I figli
I suoi muscoli sono muscoli eccezionali!
Gli uccelli nell’aria perdono l’ali quando passa Nuvolari
Quando corre Nuvolari mette paura
Perché il motore è feroce mentre taglia ruggendo la pianura
Gli alberi della strada
Strisciano sulla piana
Sui muri cocci di bottiglia
Si sciolgono come poltiglia
Tutta la polvere è spazzata via

Quando corre Nuvolari
Quando passa Nuvolari
La gente arriva in mucchio e si stende sui prati
Quando corre Nuvolari
Quando passa Nuvolari
La gente aspetta il suo arrivo per ore e ore
E finalmente quando sente il rumore
Salta in piedi e lo saluta con la mano
Gli grida parole d’amore
E lo guarda scomparire
Come guarda un soldato a cavallo
A cavallo nel cielo di Aprile!

Nuvolari è bruno di colore
Nuvolari ha la maschera tagliente
Nuvolari ha la bocca sempre chiusa
Di morire non gli importa niente
Corre se piove corre dentro al sole
Tre più tre per lui fa sempre sette
Con “l’Alfa” rossa fa quello che vuole
Dentro al fuoco di cento saette!
C’è sempre un numero in più nel destino quando corre Nuvolari?

Quando passa Nuvolari ognuno sente il suo cuore è vicino
In gara Verona è davanti a Bordino
Con un tempo d’inferno
Acqua grandine e vento
Pericolo di uscire di strada
Ad ogni giro un inferno
Ma sbanda striscia è schiacciato
Lo raccolgono quasi spacciato!
Ma Nuvolari rinasce come rinasce il ramarro
Batte Varzi e Campari,
Borzacchini e Fagioli,
Brilliperi…
E Ascari

Compositori: Roberto Roversi / Lucio Dalla