L’auto di cui sto per parlavi è esattamente ciò che secondo me descrive perfettamente il concetto di Hypercar. È l’esemplificazione delle caratteristiche che una vera Hypercar deve avere. Tutto in quest’auto è estremo: ovviamente le prestazioni, ma anche il prezzo, l’esclusività, il design, i materiali e la tecnologia utilizzata per la sua costruzione.

Ma andiamo con ordine.
Roland Gumpert, l’uomo che negli anni ottanta ha guidato la divisione sportiva dell’AUDI ottenendo ben 4 titoli mondiali di Rally, nel 2005 divenne l’amministratore delegato della Gumpert Sportwagenmanufaktur. Il progetto era volto alla costruzione di un’auto sportiva estrema: la Apollo. Qualche caratteristica per descriverla: il motore basato su un V8 AUDI altamente modificato era disponibile con tre step di potenza: 650, 750 e 800 cavalli, il telaio tubolare in acciaio al nichel-cromo-molibdeno contornava una monoscocca in carbonio e riusciva a sopportare accelerazioni fino a 50 G; 3,1 secondi per passare da 0 a 100 Km/h e una velocità massima di 330 Km/h per la versione meno potente.

Purtroppo come è accaduto troppe volte, anche se con un progetto valido è sempre molto difficile sopravvivere tra tanta concorrenza. Così nel 2012 arrivò il fallimento. Dopo varie vicissitudini l’azienda venne acquistata da un gruppo di Hong Kong e cambiò il nome in Apollo Automobil.

Nel 2017 la Apollo presentò durante il festiva di Goodwood la sua ultima creazione: la Intensa Emozione.
Avete letto bene, un nome italiano altamente evocativo delle sensazioni che si provano a guidare quest’auto.

Già al primo sguardo non si possono avere dubbi, questa è assolutamente una Hypercar. Il design ispirato al mondo degli animali predatori lascia senza fiato per alcune soluzioni estreme. Sicuramente l’elemento che attrae immediatamente l’attenzione è la poderosa ala triangolare posteriore sorretta da due montanti sulla coda e collegata al tetto da un terzo supporto longitudinale, questo elemento non sfigurerebbe su una delle astronavi viste tante volte nei cartoni animati che allietavano i nostri pomeriggi di bambini. Al centro della coda il bellissimo ed eccentrico scarico composto da tre parti oblunghe montate a trilobo. Il corpo vettura è molto basso e largo con il padiglione dell’abitacolo in posizione centrale avanzata. Il frontale è un trionfo di appendici aerodinamiche e i fari sono due tagli di luce sugli spigoli anteriori. Sui fianchi scavati dall’aerodinamica si aprono le portiere che salgono incernierate sul tetto. L’interno è esattamente come ce lo si aspetta. I sedili non sono altro che una serie di cuscinetti foderati in pelle attaccati direttamente alla culla del telaio di carbonio lucido a vista. Il design è avvolgente e ultramoderno e insieme alla plancia costituita solo da schermi lcd e al volante tagliato nella parte superiore pieno di pulsanti vi farebbe sentire alla guida di un caccia stellare della flotta dei ribelli di Star Wars.

Ma la Intensa Emozione non è solo apparenza, c’è anche parecchia sostanza.
Il telaio è costituito da una vasca in carbonio costruita a mano, leggera e con una rigidità tale da riuscire a soddisfare gli standard di sicurezza della FIA LMP2.
Il motore è un V12 aspirato di 6,3 litri aspirato, l’Apollo ci tiene a sottolineare che la scelta di non ricorrere ad una sovralimentazione o ad un sistema ibrido è stata fortemente voluta per offrire ai clienti un’esperienza di guida pura, un perfetto equilibrio tra un propulsore tradizionale e un telaio ultramoderno.
La provenienza del motore non è stata specificata, si sa solo che è stato sviluppato con la collaborazione dell’azienda italiana Autotecnica Motori, ma nell’ambiente giornalistico qualcuno ha messo in giro la voce (che non è stata ancora smentita) che possa trattarsi di un propulsore Ferrari. A parte le scarse probabilità della veridicità di queste voci, quello che importa veramente è che le prestazioni offerte sono ovviamente straordinarie. Questa unità produce oltre 780 CV e 760 Nm di coppia portati alle ruote da un cambio sequenziale Hewland a 6 rapporti ovviamente comandato da due leve poste dietro il volante. Una peculiarità del cambio è la presenza del pedale della frizione da utilizzare solo in partenza, un sistema più o meno simile a quello delle moderne F1. Anche l’aerodinamica è esagerata come tutto il resto, l’enorme ala insieme a tutte le appendici disseminate sulla vettura assicurano un carico aerodinamico di 1350 kg, ben 100 kg in più del peso della stessa vettura, il che richiama la situazione tanto cara ai nerd di tutto il mondo: “in pratica la Apollo IE potrebbe viaggiare alla massima velocità attaccata al soffitto di un tunnel senza cadere giù”, chissà se qualche folle pilota vorrà mai verificare questa teoria.

Se vi state rammaricando di non aver messo sulla letterina per Babbo Natale questo giocattolo, lasciate stare, i 10 esemplari previsti sono già stati tutti venduti ad un prezzo approssimativo di 2,3 milioni euro.

Images by apollo-automobil.com