Grazie. Prima di tutto e prima di qualsiasi ragionamento, vale la pena spendere una parola importante per l’aspetto più profondo del rapporto che ti ha legato alla Ferrari in questi cinque anni abbondanti: l’attaccamento alla squadra e la perfetta incarnazione di quel motto coniato pensando ai tifosi ma che Tu hai portato con orgoglio sul podio di Singapore. Grazie perché le vittorie hanno portato gioia e le sconfitte sofferenza, ma le tue lacrime dopo un periodo complicato resteranno per sempre nell’immaginario di chi cerca di fornire una descrizione di quel che significa “essere Ferrari”.

Non è andata come speravamo: Gina e Loria sono andate vicino a coronare il sogno di riportare il numero 1 a Maranello, ma è finita diversamente ed abbiamo dovuto farcene una ragione. Qualcuno obietterà che con 40 milioni di euro in tasca sia facile e dovuto, eppure un tuo illustre predecessore la pensava diversamente e, dopo aver preteso la testa degli stessi tecnici che hanno poi reso grandi i tuoi rivali, ha deciso di andarsene sbattendo la porta. Tu dal canto tuo hai candidamente ammesso gli errori facendoti spesso carico anche delle responsabilità altrui, evitando di esporre il team alla gogna mediatica, aspetto che in un Mondo dominato dalla comunicazione vale più di un podio.

Sei arrivato in punta di piedi, guardandoti attorno con gli occhi di un bambino al primo giorno di scuola ma hai subito preso le redini morali ed emotive di una squadra logora e sfiduciata e tutti hanno iniziato a seguirti senza battere ciglio. Sei stato un leader, uno di quelli con cui è un piacere condividere gioie e dolori, proprio perché hai sempre fatto della condivisione la chiave per gestire l’approccio alla vita sportiva.

Ci mancherai. Ci mancherà il tuo dito indice e ci mancherà menare pugni in aria davanti alla TV. Ci mancherà lo schiocco delle mani improvviso e doloroso, ma tremendamente spontaneo, vedendo comparire il numero 1 accanto al tuo nome alla fine del Q3. Ci mancherà ascoltare il nostro inno subito dopo il tuo, perchè in fin dei conti, il carico di responsabilità che ti abbiamo attribuito non era solo tuo, ma era quello della storia e la storia è destinata a restare per sempre.

In bocca al lupo Seb…