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C’era un tempo in cui l’audacia stilistica non temeva il giudizio del mercato. L’Alfa Romeo SZ (Sprint Zagato), presentata al mondo alla fine degli anni ’80, non è stata semplicemente un’automobile, ma un vero e proprio manifesto scultoreo, l’ultimo grido di un’Alfa Romeo votata alla pura sportività.

Ammirare una SZ dal vivo è un’esperienza inaspettata. Non ha la fluidità sensuale di altre GT italiane; al contrario, colpisce con la forza di un’opera d’arte cubista. È per le sue linee, tese e affilate, che si guadagnò l’epiteto di “Il Mostro”: non una creatura di malvagità, ma un essere unico, quasi alieno, sul panorama stradale dell’epoca. Il progetto fu una sintesi di ingegno italiano, dal Centro Stile Alfa Romeo fino alla cura di Zagato per l’assemblaggio finale, con il tocco visionario di Robert Opron.

Esagerato? Forse no. Come l’opera d’arte più celebrata, la SZ è definita dalla sua rarità e dal suo valore economico. Con una produzione limitata a soli 1.036 esemplari coupé, e ancor meno, appena 278, per la successiva versione cabriolet RZ, ogni singola unità è oggi un pezzo di storia gelosamente custodito da ogni proprietario. Non si parla di cifre record come quelle dell’antenata 33 Stradale, ma di un investimento nell’originalità e nella pura emozione di guida.

Il suo scheletro è pura ingegneria da corsa. Basata sull’eccellente piattaforma della Alfa Romeo 75, la SZ manteneva lo schema transaxle (motore anteriore e cambio posteriore), che garantiva una distribuzione dei pesi impeccabile, essenziale per la dinamica di guida. Ma il vero capolavoro si nascondeva sotto la pelle: l’uso del Modar, un materiale composito termoplastico avanzato, per la carrozzeria, un’innovazione che proiettava la vettura nel futuro dei materiali leggeri.

E poi c’è la musica. La SZ è spinta dal raffinatissimo motore V6 “Busso” da 3.0 litri, universalmente riconosciuto per la sua melodia inconfondibile e per la sua generosità, erogando 210 cavalli. Le prestazioni del V6, unite a un telaio ottimizzato con sospensioni da Gruppo A e un sistema idraulico Koni per la regolazione dell’altezza, garantivano alla SZ una tenuta di strada e una precisione eccezionali, rendendola un’auto che chiedeva, ed esigeva, di essere guidata con passione e competenza.

L’Alfa Romeo SZ è una delle vetture più coraggiose e tecnologicamente rilevanti mai prodotte. La sua bellezza anti-convenzionale e il suo DNA meccanico eccezionale la rendono un’auto unica. Chiunque abbia la fortuna di incrociare lo sguardo di questo “Mostro” non potrà mai dimenticarne l’emozione e l’impatto visivo, testimonianza di quando l’Alfa Romeo sapeva osare.

Foto dal WEB