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Passeggio per le vie del centro storico di Modena in una sera d’estate e mi guardo intorno; il duomo con la sua torre, l’accademia militare, i palazzi in mattoni rossi. Il pensiero che le domeniche di una sessantina di anni fa in quelle stesse vie Enzo Ferrari passeggiava a braccetto con la signora Laura mi emoziona.

Il rapporto tra Enzo Ferrari e Modena è sempre stato molto forte. Era la sua città natale, e per le vie polverose di questa città fece le sue prime esperienze di guida con la Diatto della famiglia.

Il papà Alfredo aveva un’officina di carpenteria in una costruzione annessa alla casa familiare. Qui Enzo passò la sua infanzia fino alla grande guerra; passato il conflitto provò a cercare lavoro a Torino ma finì per trovarlo a Milano come pilota collaudatore all’Alfa Romeo. Una volta terminata la carriera di pilota tornò nella sua amata Modena e qui aprì la sua scuderia. Le Alfa Romeo della scuderia avevano sul cofano uno scudo sormontato da una striscia tricolore, al centro campeggiava il cavallino rampante che la mamma di Francesco Baracca gli aveva donato come portafortuna e per lo sfondo Enzo scelse il giallo canarino, lo stesso giallo che caratterizza lo stemma di Modena.

Ferrari amava Modena, e questo amore la città lo ha sempre ricambiato.

Qualche anno fa la Ferrari ha rilevato e ristrutturato quella che fu la casa natale di Enzo, e li ha dedicato un museo alle sue opere.

I due padiglioni della mostra rendono bene l’identità di una fabbrica con settant’anni di storia: il primo è una specie di astronave ultramoderna con una grande parete vetrata dalla quale si accede ad un’unica enorme sala bianca con il pavimento su diversi livelli, che simboleggia la modernità del marchio e l’evoluzione tecnologica ai massimi livelli. Il secondo è la vecchia officina di Alfredo Ferrari in mattoni rossi, un evidente richiamo alla tradizione e alle forti radici a cui Enzo ha saputo ancorare la sua creatura.

Nel primo padiglione una serie di piedistalli accoglie una selezione dei modelli più prestigiosi della casa del cavallino posti in ordine cronologico. La visione che si ha entrando è mozzafiato: già dopo i primi passi si può ammirare l’intera collezione, un occhio esperto nota subito che le uniche due auto rosse sono disposte alle due estremità del padiglione e sono la 750 Monza del 1955 e una SP1 Monza, prototipo del 2019, che ne riprende forme e concetto.

Il viaggio nel tempo che i curatori della selezione hanno voluto offrire ai visitatori è emozionante, alcuni modelli iconici e altri meno noti sono stati scelti nelle livree meno appariscenti ma tutti raccontano di come la Ferrari abbia saputo costruire il suo prestigio. Sulle pareti perimetrali in una lunga teca è esposta una serie di documenti storici riguardanti la storia della Ferrari e su un’enorme parete ad intervalli prestabiliti parte la proiezione di un video sulla vita del padrone di casa.

Nell’officina invece su diversi banchi gialli sono stati disposti i motori che hanno segnato l’evoluzione tecnica della Ferrari: dai primi esperimenti di piccoli motori a uno o tre cilindri, ai moderni motori ibridi sovralimentati passando per i motori più rappresentativi delle Formula Uno. Una vera gioia per gli occhi!
Dulcis in fundo un vero colpo basso per i nostri cuori di appassionati: vicino all’uscita sono state sistemate una 488 Pista e una F1 641/2 del 1990, una delle più belle vetture di Formula Uno che siano mai scese in pista.

La visita è emozionante e per gustare tutta l’esposizione potete impiegare circa un paio d’ore, anche se vorreste non uscire mai più. Fortunatamente alla biglietteria si può fare un biglietto combinato che vi permette di vedere anche il Museo Ferrari di Maranello (la ex Galleria Ferrari) e quindi ora si parte per un’altra immersione nel favoloso mondo delle Rosse!

 

 

Per maggiori informazioni clicca qui Museo Enzo Ferrari Modena